L’anima dell’umanità.

Gli ospiti sono accolti all’ingresso con un dono, un cibo da viaggio. Il cibo, avvolto in una carta che dovrà essere usata per l’intera cena come tovagliolo, è fragile si sgretola in mano. Un cocktail chiamato la profondità del mare (odore molto forte di mare) a base di champagne e alghe è il benvenuto al banchetto. La cucina è il timone della barca. La cappa della cucina è fatta di una coperta isotermica che convergendo a terra raccoglie condensando l’evaporazione proveniente dalle pietanze in cottura. La condensa scivola verso la punta, stilla dentro un contenitore di vetro. Il contenitore di vetro raccoglie l’essenza dell’umanità, la sua anima. Anima ricavata dalla cottura di cibi cucinati con spezie rappresentative delle rotte migratorie Asia, Medio Oriente, Mediterraneo Nord Europa. Gli ospiti scelgono di sedersi liberamente su uno dei due tavoli. A fine esperienza racconto che scegliere il tavolo d’oro o il tavolo d’argento è inconsciamente o consciamente aver deciso di accogliere o respingere.

 

 

L'anima dell'umanita Andrea d'Amore.JPG1L'anima dell'umanita Andrea d'Amore.JPG2L'anima dell'umanita Andrea d'Amore..JPG3L'anima dell'umanita Andrea d'Amore.5L'anima dell'umanita Andrea d'Amore..JPG4L'anima dell'umanita Andrea d'Amore.6

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